Eminenze grigie: la Storia fatta da dietro le quinte
Articolo uscito sul numero 13 del settimanale “Toscana Oggi” (31 Marzo 2024)
La Storia è ricca di grandi personalità che hanno saputo segnare il corso degli eventi in modo significativo e irripetibile: pensiamo a ciò che hanno rappresentato per la Storia europea le vite di Winston Churchill, Margaret Thatcher o Charles De Gaulle.
Ad essere meno conosciute sono le figure che per questi statisti hanno svolto il ruolo di consiglieri e confidenti personali, senza apparire direttamente sul palcoscenico degli eventi ma muovendosi abilmente dietro le quinte.
Di loro si è occupato Lorenzo Castellani, Docente di Storia delle istituzioni politiche alla Luiss di Roma, nel suo ultimo libro “Eminenze grigie. Uomini all’ombra del potere” (Liberilibri editore, 167 pag., 16€).
Attraverso il racconto di dodici biografie, l’autore indaga la natura di coloro che abitano quella che il giurista Carl Schmitt definiva “l’anticamera” del potere, uno spazio fisico che sorge inevitabilmente accanto ad ogni centro decisionale, da dove è possibile sussurrare all’orecchio del potente e accedere così al “corridoio della sua anima”.
Nessun leader politico, per quanto accentratore, può fare a meno di questi professionisti che svolgono un compito di assistenza e di mediazione. Maggiore è il livello di complessità di uno Stato, maggiore sarà il potere delle eminenze grigie che lo frequentano, ciascuna con le proprie caratteristiche.
Data l’inafferrabilità del loro ruolo è certamente difficile affrontare in modo sistematico la natura di queste personalità.
Per studiarle, Castellani sceglie quindi la forma del racconto storico, anche con elementi narrativi (ma sempre basandosi su dati di fatto), introducendoci alle vite dei dodici personaggi da lui scelti e probabilmente non molto conosciuti da un grande pubblico: da Frate Giuseppe, la prima eminenza grigia a servizio del Cardinale Richelieu, a Zou Enlai, il “mandarino” di Mao; da Michel Debré, “sarto costituzionale” del generale De Gaulle, a Vladislav Surkov, creativo propagandista di Putin.
Tra le biografie troviamo alcune figure più note come Alberto Beneduce, fondatore dell’IRI e punto di riferimento economico per Mussolini, oppure Dick Cheney, Vicepresidente di Bush e architetto della risposta americana al Terrore di Al Qaida.
Le eminenze grigie non sono necessariamente legate a un leader famoso: troviamo infatti l’americano Mark Hanna, capostipite dei moderni Spin doctor, oppure Josef Retinger, tessitore di relazioni e creatore del noto (e osteggiato) Club Bildenberg.
Con uno stile rigoroso e coinvolgente questo libro ci accompagna nei retroscena della Storia, fornendoci il punto di vista pressoché inedito di coloro che hanno conosciuto il potere dall’interno, scegliendo per se stessi un compito che non genera notorietà quanto piuttosto qualcosa di più duraturo e forse più importante: l’influenza.
Se da un lato ne dimostra l’inevitabilità, anche in regimi democratici, dall’altro l’autore ci avverte sui rischi connessi a un eccessivo predominio delle eminenze grigie nelle stanze del potere: affidandosi troppo a consiglieri e assistenti, i leader rischiano di rinchiudersi sempre di più nel “palazzo” e di aumentare il proprio distacco rispetto alla realtà, la cui percezione viene ormai filtrata dall’opinione di chi lo consiglia e indirizza secondo “la ragion di Stato”.
In questo modo a prevalere sulla Politica è l’utilizzo esclusivo della tecnica, fredda, distante e senza etica; un rischio presente anche nell’epoca che stiamo vivendo e che determina l’allontanamento dei cittadini dalla partecipazione democratica.
Il libro di Castellani contiene quindi al suo interno l’avvertimento a non farsi affascinare eccessivamente dall’anticamera del potere e dalle eminenze grigie che la abitano; anche se, com’è noto, ciò che non si vede è sempre più interessante di ciò che è palese.